Quando alla fine degli anni Settanta sono nato io,

la cucina italiana stava cambiando pelle: dalla sua evoluzione sbocciava quella che, a tutti gli effetti, può essere chiamata

"cucina italiana contemporanea".

Non sono figlio della cucina italiana contemporanea, ma un suo coetaneo:

siamo cresciuti insieme.
Distruggere una melanzana per poi ricostruirla,

racchiudere nella pasta fresca il piacere acidulo di un lime, riassumere un risotto allo zafferano in una meringa salata:

ogni giorno cuochi di tutti i continenti creano piatti che i loro maestri non avrebbero mai potuto realizzare e che pure non sarebbero possibili

senza la conoscenza del pensiero culinario e dell'esperienza dei loro predecessori

In fondo, l'evoluzione rappresenta sempre il passo successivo, cucito per forza di cose a un passo precedente.

Per me, il legame tra passato e contemporaneità è come l'onda che si appoggia sulla spiaggia,

procedendo dall'immensa maestosità del mare che non si quieta mai:

nel momento in cui il suo abbraccio al bagnasciuga diviene più ampio già se ne sta andando,

e dietro - si può star certi -


è in arrivo un'altra onda che nessuno ancora ha mai conosciuto.

Si retrocede avanzando.

Quando cucinava, la zia Emilia, che si occupava di me, mi legava in grembo.

Ricordo la zia, ricordo le pentole:

avevo quasi quattro anni e lei ancora mi teneva stretto al petto con un canovaccio, a mo' di marsupio.

Stavo scomodo, credetemi, ma ero rassicurato dai battiti del suo cuore.

E di fatto,

come germoglio di cuoco, ero in prima linea.
Mi prendevo gli schizzi delle salse, i fumi del forno, però vedevo tutto dall'altezza giusta.
Un Piatto
Penso-provo-assaggio, il risultato non mi convince‑correggo‑rincomincio.
1979 - 2005

Originario di Castelmartini, in provincia di Pistoia, Enrico Bartolini si diploma all’Istituto Professionale Alberghiero “F. Martini” di Montecatini Terme.

La sua passione per la cucina e l'alta gastronomia lo spinge a perfezionarsi all’estero, lavorando nelle cucine di grandi maestri come Paolo Petrini a Parigi e Mark Page a Londra.

In Italia completa il suo percorso formativo sotto la guida di Massimiliano Alajmo.

2008

Viene insignito del premio speciale “Giovane dell’Anno” dalla Guida de L’Espresso e del Gambero Rosso.

2009

A soli 29 anni conquista la sua prima stella Michelin con il ristorante “Le Robinie”.

2010

La continua voglia di crescere lo porta a intraprendere una nuova sfida professionale: Enrico lascia l’Oltrepò Pavese per assumere la guida del “Devero Ristorante” e del “Dodici24 Quick Restaurant” all’interno dell’omonimo hotel di Cavenago Brianza, vicino Milano.

2012

Ottiene la seconda stella Micheline riconoscimenti prestigiosi come i Tre Cappelli de L’Espresso e le Tre Forchettedel Gambero Rosso, consolidando la sua notorietà nel mondo dell’alta cucina.

2015

Diventa Brand Ambassador di EXPO 2015, rappresentando l’eccellenza gastronomica italiana. Questo evento rafforza il suo legame con Milano, città simbolo di design, moda e dopo EXPO 2015, anche del cibo: eccellenze che fanno grande il nome dell’Italia nel mondo.

2016

Un anno straordinario: apre il “Ristorante Enrico Bartolini” al terzo piano del MUDEC a Milano e, contemporaneamente, inaugura il “Casual Ristorante” a Bergamo. Assume la gestione della ristorazione de L’Andana, esclusivo resort di Castiglione della Pescaia, dove cura sia il Ristorante “La Villa” sia “La Trattoria Enrico Bartolini.”

Approda a Venezia con il “Ristorante Glam,” situato presso Palazzo Venart, un luxury hotel affacciato sul Canal Grande.

Ottiene quattro stelle Michelin in un solo anno, un primato storico per la guida, conquistando il firmamento gastronomico italiano.

2017

Il “Ristorante Glam” di Venezia conquista la sua stella Michelin, portando a cinque le stelle Michelin per Enrico Bartolini consolidando la sua posizione tra i grandi chef internazionali.

2019

La Guida Michelin assegna la prestigiosa stella alla “Locanda del Sant'Uffizio”, ristorante fine dining all'interno del Relais Sant'Uffizio nel Monferrato, inaugurato da Enrico Bartolini appena un anno prima.

2020

Il ristorante “Enrico Bartolini” al MUDEC raggiunge l’apice della gastronomia con l’assegnazione delle tre stelle Michelin, riportando Milano tra le città tristellate dopo 25 anni.

Il “Glam” di Venezia si distingue ulteriormente, conquistando la sua seconda stella, confermandosi come una meta imprescindibile nel panorama gourmet italiano.

2021

In questa edizione è l’Osteria “Il Poggio Rosso” a prendere una stella Michelin e Bartolini conquista un nuovo primato: con nove stelle è detentore di un record assoluto che in Italia mai era accaduto prima.

2022

Nell'edizione 2022, Enrico Bartolini entra nell’Olimpo della gastronomia raggiungendo un totale di 12 stelle Michelin.

La «Locanda del Sant'Uffizio» ottienela prestigiosa seconda stella, mentre due nuove realtà entrano nel firmamento Michelin: Anima, il Ristorante Fine Dining presso MILANO VERTICALE, aperto solo l’anno precedente, e Il Fuoco Sacro, il raffinato ristorante gourmet del Petra Segreta Resort & Spa.

Con questo traguardo, Enrico Bartolini si conferma il cuoco più stellato d’Italia, consolidando ulteriormente il suo primato nel panorama della ristorazione internazionale.

Lo stesso anno, riceve anche il Michelin Mentor Chef Award, un prestigioso riconoscimento assegnato per gli straordinari successi professionali e in onore della sua capacità di ispirare le nuove generazioni di talenti nell’alta cucina.

2023

Il ristorante “Bluh Furore” riceve una stella Michelin, aggiungendo un altro prestigioso traguardo alla straordinaria carriera di Enrico Bartolini.

2024

Enrico Bartolini si riconferma lo chef più stellato nella storia d'Italia: “Villa Elena” ottiene la prestigiosa seconda stella, portando la sua galassia a 14 Stelle Michelin.

Con la riconferma di tutte le precedenti stelle, Bartolini consolida il suo primato come secondo chef più stellato al mondo e il primo chef italiano più stellato nella storia, una figura leggendaria nel panorama della gastronomia internazionale.

Enrico Bartolini