la cucina italiana stava cambiando pelle: dalla sua evoluzione sbocciava quella che, a tutti gli effetti, può essere chiamata
"cucina italiana contemporanea".
racchiudere nella pasta fresca il piacere acidulo di un lime, riassumere un risotto allo zafferano in una meringa salata:
ogni giorno cuochi di tutti i continenti creano piatti che i loro maestri non avrebbero mai potuto realizzare e che pure non sarebbero possibili
senza la conoscenza del pensiero culinario e dell'esperienza dei loro predecessori
Per me, il legame tra passato e contemporaneità è come l'onda che si appoggia sulla spiaggia,
procedendo dall'immensa maestosità del mare che non si quieta mai:
nel momento in cui il suo abbraccio al bagnasciuga diviene più ampio già se ne sta andando,
e dietro - si può star certi -
è in arrivo un'altra onda che nessuno ancora ha mai conosciuto.
Quando cucinava, la zia Emilia, che si occupava di me, mi legava in grembo.
Ricordo la zia, ricordo le pentole:
avevo quasi quattro anni e lei ancora mi teneva stretto al petto con un canovaccio, a mo' di marsupio.
Stavo scomodo, credetemi, ma ero rassicurato dai battiti del suo cuore.
Non conto gli errori e nemmeno gli assaggi.
Le sensazioni del palato fanno girare in testa idee come girini:
bisogna sperimentarle, bisogna osare, bisogna acchiappare il piatto nel suo vorticare nel mondo delle idee.
Le mani sono l'unico strumento insostituibile che un cuoco ha a disposizione per dare ai suoi ospiti un assaggio di gioia di vivere, quella gioia di vivere che il cibo è in grado di regalare.
Le mani devono toccare, lavare, sgusciare, afferrare.
Disporre.
Esaltare.
Quietano e ingentiliscono il percorso a volte tumultuoso della materia prima, dalla natura al piatto.
quando, in un ristorante, si preparano il pranzo e la cena.
È allora che il ritmo si trasforma, esplode, entra in una dimensione diversa in cui, come il negativo di una fotografia, riconosci ben distinti il bianco e il nero:
i primi clienti si stanno sedendo al tavolo, e il nostro piccolo mondo si è diviso in due:
l'inferno della cucina e il paradiso dei buongustai in sala.